“Troppe fantasie sul mio conto”. Lauri fa chiarezza

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Come sempre accade, all’approssimarsi delle elezioni comunali, il suo nome diventa inevitabilmente il più discusso, rimbalzando tra tutti gli schieramenti (veri o presunti) allineati ai nastri di partenza dell’imminente tornata. Aniello Lauri è sempre al centro dell’attenzione, accostato nell’ordine, al PD, in quanto tesserato, come candidato Sindaco, alla possibile lista D’Antonio, causa legami di parentela e perfino all’amministrazione uscente per ragioni legate ad incarichi professionali che potrebbe assumere a breve. Ma con chi sta realmente il medico di via nuova Nola? Lo abbiamo chiesto al diretto interessato, provando a spazzare via la confusione di questi giorni. «Una confusione – ci spiega Lauri – dovuta al fatto che a Palma Campania non abbiamo raggiunto una vera coscienza della cultura della politica. E mi riferisco a tutti, partendo dall’opposizione all’amministrazione Carbone. Fin dal primo giorno mi sono ritrovato da solo in Consiglio comunale, pur essendo il candidato Sindaco di un intero gruppo».

E’ per questo che ha poi rassegnato le sue dimissioni?

«Anche a causa di questo! Ad un certo punto mi sono scocciato. Fare opposizione da solo è frustrante. Mi è venuto a mancare l’appoggio di chi era con me. La prova della mancanza di cultura politica è data dal fatto che appena un anno dopo la nostra sconfitta, alle elezioni provinciali sono stato costretto a competere con Giugliano, che nella pubblica assise, sedeva accanto a me sui banchi dell’opposizione! Inoltre, a Palma Campania, ognuno fa leva sulla politica per curare i propri interessi e non quelli della collettività. L’attuale amministrazione ha ragionato in questi termini e la delusione della popolazione lo testimonia ampiamente».

Eppure si è parlato molto di lei insieme a Carbone a causa dell’incarico professionale che ha ricevuto… 

«Escludo categoricamente, e ne ho parlato anche col diretto interessato, che esista un legame con questa amministrazione per eventuali favori professionali ricevuti. Voglio chiarire che ancora nessun incarico ho ricevuto e che alla soglia dei sessant’anni ho titoli professionali da vendere! Per non parlare di quel senso di umanità e solidarietà che mi ha contraddistinto in quarant’anni di professione. Sono solo chiacchiere di popolo…».

A dire il vero si tratta di una notizia apparsa anche su organi d’informazione locali… 

«Io non ho mai rilasciato alcuna dichiarazione. Le mie prime e uniche parole sono quelle che sto rendendo in questo momento».

Dobbiamo allora pensare a lei come candidato Sindaco di una lista Pd?

«Con il Pd portiamo avanti da tempo degli incontri per un progetto di governo di centro sinistra a Palma Campania. Anche in questo caso è necessario uscire dalla confusione ed essere chiari, propositivi nelle decisioni finali, con programmi e candidati. Soprattutto, credo non si debba più perdere tempo per quel che concerne il nome del candidato Sindaco».

Insisto. Potrebbe essere lei?

«La mia posizione è sempre stata di una chiarezza estrema: a) uomo di centro sinistra con voglia di continuare a fare politica con cultura nel mio paese. b) Non candidabile da consigliere comunale, ma papabile come candidato Sindaco in una lista in cui si raggiunga un’intesa su un programma progressista e di ampio respiro per le tante problematiche del nostro territorio. c) Non candidabile col Movimento cinque stelle perché, in base al loro statuto, già presente in altre consiliature sia comunali, sia provinciali ed essendo tesserato col Pd. Al massimo si potrebbe ragionare al contrario, trovando un’intesa sul programma»

Aggiungo la d: mai con Carbone…

«E perché no? Fermo restando i tre punti di cui sopra, se lui è disposto a fare un passo indietro non avrei nessun problema. Cosa improbabile ovviamente. In questa confusione è proprio lui il più accreditato a vincere le elezioni».

E se la chiamata arrivasse da D’Antonio?

«Come ho già riferito in precedenza, se D’Antonio è candidato Sindaco, cadono tutti questi presupposti e sarò felice di sostenere la sua candidatura, ma non scendendo in campo personalmente, né direttamente, né indirettamente, con qualche esponente della mia famiglia, sperando che la gente voglia ancora ascoltarci e seguirci, visto che facciamo parte di un passato…»

Rinunciando anche ad un’eventuale candidatura a Sindaco col Pd?

«Anche in quel caso. Io sono un uomo di parola e certamente rinuncerei alla candidatura».

Significherebbe l’addio ad ogni sogno di rivincita…

«Il vero problema è che tutti mi vogliono, ma nessuno mi ha mai realmente offerto la candidatura a Sindaco. La cosa curiosa è che proprio quelle persone che oggi si oppongono a Carbone, sono quelle che ne hanno determinato la straripante affermazione. Nessuno pare considerare opportuno che il sottoscritto possa competere per una rivincita su presupposti diversi da quelli che hanno provocato la disfatta del 2008. Credo sia anche un’aspettativa del popolo palmese…».

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