Leo scrive a Bersani: «Basta coi depositari del sommo bene»

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Leo

Egregio segretario Bersani,
la storia insegna che i corteggiamenti a senso unico in amore danno vita a divertenti farse, in politica a situazioni tragiche. La consultazione grillina ne è un buon esempio: al cambiamento proposto i due portavoce-capigruppo-cittadini hanno risposto con un no secco.
Niente di veramente grave: ogni soggetto politico ha la libertà di esprimere la propria preferenza.
Ciò che lascia perplessi, invece, è la tua mancata reazione quando la capogruppo grillina dice: “noi siamo le parti sociali…” e poi: “ solo noi abbiamo la credibilità per intestarci un programma di cambiamento…”
Gli eletti grillini sono tutto tranne che onorevoli: cittadini, lavoratori, società civile, società gaia, società attiva… Sono, insomma, i depositari del Sommo Bene. Gli altri, e quindi pure tu, siamo società incivile, parassitaria, corresponsabile di tutti i mali italiani. E dunque, se la logica non mi fa difetto: non c’è bisogno di sindacati perché loro sono le parti sociali, non c’è bisogno di un governo perché a loro basta il solo lavoro parlamentare, non c’è bisogno di cambiamento se non quello che propongono loro, non c’è bisogno di politica perché ormai ci avviamo verso la democrazia orizzontale dei cittadini buoni bravi e belli: Loro.
Si ritengono il risultato di questi ultimi venti anni di malgoverno italiano, e tu ad affannarti a dire che qualcosa di buono pure l’avevi fatta.
Resta a tal proposito il tipico dubbio che Platone pone nel I libro della Repubblica: ma come è possibile che dall’assolutamente negativo – gli ultimi venti anni di vita politica italiana – nasca l’assolutamente positivo – i grillini, appunto?
E l’assoluto positivo questi lo sono: conoscono i pregi della decrescita felice, sanno in quale banca onesta mettere i loro risparmi, mangiano sano, vogliono referendum popolari abrogativi espositivi per decidere il destino dell’euro…e non solo.
Ma, cosa serissima: questi conoscono l’essenza della democrazia e sanno cosa è Bene per tutti.
Segretario, diciamo la verità: quando qualcuno s’inventa difensore della democrazia, la democrazia è in pericolo proprio perché ci sono gli autoproclamati difensori. E poi, sia detto sottovoce, cosa è bene per me, lo decido semplicemente io.
Francamente non voglio essere gaio – o, forse, lo voglio essere a giorni alterni – voglio usare il web solo quando ne ho voglia e, in maniera tassativa, non riconosco a costoro alcuna superiorità morale e non nutro nei loro confronti alcuna sudditanza psicologica.
Su questo sono intransigente: quando hanno interesse possono tranquillamente venire nel mio Paese e gli spiego come si amministra onestamente. Molto semplice. E, poiché ho un po’ di tempo, gli spiego anche la Repubblica.
Certo, questi ultimi venti anni potevano lasciarci in eredità una classe politica che kantianamente sappia che l’uomo è un legno storto. E invece ci lascia una parte – per fortuna – che vuole raddrizzare il legno della democrazia.
A furia di forzare si rischia di spezzarlo.

Dott. Pantaleone Annunziata – sindaco di Poggiomarino (Napoli)


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