La Pasqua 2013 a Madonna dell’Arco dai Grandi Lunedì al Lunedì in Albis

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L’interno del Santuario al buio e tanti bambini disposti in fila, che con in mano una candela, hanno illuminato il tempietto per simulare e far rivivere il miracolo “delle Stelle” avvenuto nel lontano 1675. Si sono conclusi così i Grandi Lunedì della Madonna: un “lieto fine” inaspettato e toccante, nuovo eppure tanto intriso di storia e devozione popolare. Il Priore, padre Rosario Carlo Licciardello O.P., ha celebrato l’ultima liturgia delle 18.00, mentre quella mattutina è stata celebrata dal Vescovo di Nola, sua E.za Mons. Beniamino Depalma.

Lungo l’intero iter dei consolidati dodici appuntamenti liturgici, si sono alternati, come di consueto, momenti di riflessione pastorale e teologica, con le celebrazioni di Vescovi e Rettori dei Santuari Campani e di oltre regione. Il Priore, è già concentrato sull’evento più atteso, quello del Lunedì in Albis, giorno in cui è previsto l’arrivo di tante migliaia di fujenti e di devoti che giungono dai più svariati luoghi campani. Grazie alla preventiva coordinazione tra la Croce Rossa, i Carabinieri, la Polizia Locale, la Protezione Civile, i frati domenicani ed i giovani della Parrocchia, tutto è stato predisposto ed organizzato per prevenire ogni problema di ordine pubblico e di incolumità fisica di devoti e presenti.panorama2

L’anno scorso l’ultima tappa del pellegrinaggio in Santuario fu acpanorama2compagnata da preghiere e canti mariani, assumendo, difatti, una spiccata connotazione pastorale. Prima del celebre Lunedì dell’Angelo, però, la comunità si prepara al  tradizionale triduo Pasquale: la liturgia del Giovedì Santo, quella del Venerdì, cui seguirà la tradizionale Via Crucis che stavolta sarà celebrata nel Chiostro del Convento e la liturgia della Veglia Pasquale di Sabato alle 22.00

Il priore ha dichiarato, rifacendosi alla parole del nuovo Pontefice, Papa Francesco, sui tre movimenti della nostra vita “camminare, edificare, confessare”, che il significato del pellegrinaggio al Santuario della Madonna dell’Arco in questo Anno della Fede è un camminare: l’uomo si mette in cammino, per uscire dall’abitudine della vita quotidiana e prendere le distanze dalle solite cose, per diventare libero e mettersi in relazione con Dio e la Vergine Maria; edificare: ai fratelli e alle sorelle che si incontreranno in questo luogo dobbiamo portare in dono l’esempio della nostra fede, speranza e carità, perché tutti insieme possiamo arricchirci nella mutua edificazione del Regno del Signore e della sua Chiesa; confessare: il pellegrinaggio deve contribuire a spronare il credente a “confessare la fede in pienezza e rinnovata convinzione, con fiducia e speranza”. Ci si reca in Santuario senza partecipare a funzioni, esibizioni e cose varie dimenticando che la Madonna ci aspetta.

L’augurio del priore per questa Pasqua è che i nostri cuori possano essere pronti ad accogliere la Luce del Risorto. Per riuscirci è necessario amarci. Se noi collaboriamo, ci amiamo e instauriamo rapporti sinceri, permettiamo alla luce di Cristo di entrare e unirci all’amore del Padre. Buon pellegrinaggio.


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