Approvata la nuova zona rossa. Polemiche sui fondi del CISS

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Zona Rossa Poggiomarino

Sono stati liquidati in poco meno di un’ora di discussione i tre punti all’ordine del giorno nel consiglio comunale tenutosi lunedì sera. Dopo aver approvato i verbali della seduta precedente, il presidente del consiglio Antonio Saporito ha ricordato con un commosso saluto il giovane Umberto, fratello minore del consigliere in quota Pd Alfonso Troiano, venuto a mancare all’affetto dei suoi cari soltanto venerdì scorso.
E’ stato poi il vicesindaco Giuseppe Annunziata ad introdurre la questione relativa alla nuova zona rossa. Com’è noto, era a carico del Comune l’onere di procedere alla definizione di una nuova perimetrazione da presentare al dipartimento di Protezione Civile entro il prossimo 31 marzo, pena la collocazione dell’intero territorio comunale nella zona rossa sottoposta ai vincoli di cui alla legge regionale 21/2003. Grazie alla tempestiva azione amministrativa questo pericolo è stato scongiurato e si procederà invece, come già più volte annunciato nel corso di questi mesi, suddividendo il territorio comunale in due macro-aree: la zona rossa 1, che sarà soggetta ai limiti della legge regionale, restrittiva tanto da bloccare di fatto l’aumento degli insediamenti residenziali, ma non eventuali installazioni commerciali o produttive; la zona rossa 2, che comprenderà la maggior parte della superficie del territorio comunale, e comporterà soltanto il rafforzamento delle coperture degli edifici vulnerabili che potrebbero essere sottoposte all’eventuale caduta di residui piroclastici, ceneri vulcaniche e lapilli.
Prima che si giungesse ad un quasi unanime (un solo astenuto) voto di approvazione del provvedimento con immediata esecutività, Giuseppe Annunziata ha spiegato: «Anche grazie alla collaborazione di tutte le componenti presenti in consiglio comunale, la nostra mediazione politica ha permesso di disegnare una linea di demarcazione tra zona rossa 1 e zona rossa 2 che risparmiasse gran parte del territorio comunale, ottenendo così il massimo risultato possibile, pur entro i limiti imposti dalla Protezione Civile. E’ bene inoltre, per rassicurare i circa 900 abitanti che ricadranno nella zona rossa 1 ed evitare inutili allarmismi, sottolineare che non c’è alcun pericolo imminente legato all’attività vulcanica».
Molto meno conciliante nei toni e nei contenuti è stata l’interrogazione presentata in chiusura dai consiglieri Forno, D’Ambrosio e Speranza, riguardo gli 8000 euro messi a disposizione dal Consorzio CISS per il progetto Mappatura delle patologie tumorali sul territorio di Poggiomarino, culminato nel convegno dello scorso 13 ottobre. L’opposizione ha gettato molte ombre sul modo in cui l’intero progetto è stato gestito, dall’affidamento frettoloso e diretto all’associazione Agape, all’effettiva valenza scientifica del lavoro. A prova di quanto sostenuto, Forno ha mostrato in aula uno dei questionari sottoposti nell’ambito del progetto ai medici di Poggiomarino, dando lettura delle risposte acquisite. A tutte le diverse domande su genere, età e patologia dei suoi assistiti, il medico rispondeva con un laconico «è variabile», chiarendo, nella relazione finale: «Visti i quesiti posti non posso essere preciso e perciò non rispondo, già c’è molta confusione e pressappochismo in giro».
Per Andrea Forno si è trattato: «di un lavoro che non ha nulla di scientifico. I nostri dubbi vengono in parte chiariti se si vanno a vedere le persone che hanno lavorato al progetto. Certamente non è una colpa essere la sorella di un consigliere comunale o essere stati candidati nella lista del sindaco alle ultime amministrative, e non andiamo oltre. Però in questo periodo di ristrettezze economiche in cui si parla tanto di cambiare rispetto al passato, forse era più opportuno che questo progetto venisse affidato, dopo avviso pubblico e procedura di comparazione, a persone davvero qualificate dal punto di vista scientifico che potevano produrre un risultato rilevante ed utile per la comunità. E’ importante anche far sapere alla cittadinanza che in questi giorni è arrivata l’offerta di altri 8000 euro da parte dello stesso consorzio sanitario, per cui io mi auguro che questa seconda tranche possa essere spesa in modo migliore».


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