Associazione “Alfredo De Angelis”, felice realtà del territorio vesuviano

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Una bella realtà presente sul territorio vesuviano è rappresentata dall’Associazione musicale “Alfredo De Angelis”, gestita dal maestro Michele Esposito, nativo di Torre Annunziata, sposato dal 1983 e residente in San Giuseppe Vesuviano. L’Associazione nata nel 1992 porta il nome di Alfredo De Angelis, amico scomparso del maestro, un tenore dal talento sopraffino dotato di una tessitura vocale eccezionale. «È stato un segno di riconoscimento verso colui il quale credeva nelle mie capacità e nei miei metodi d’insegnamento», così dichiara Michele Esposito.

Quando inizia la carriera?

«La mia carriera di musicista, anche se solo per gioco, inizia all’età di dodici anni, quando per la prima volta, mi ritrovai con la chitarra in mano e suonavo con un gruppo di ragazzi di età più grandi di me, a un matrimonio di un parente del nostro batterista. Nel 1979 supero l’esame alla SIAE di autore della parte letteraria (paroliere) e nel 1980 l’esame di composizione, definite prove di accertamento, ma in realtà erano più difficili degli esami al conservatorio».

Che cosa rappresenta l’associazione nel territorio di Terzigno?

«L’associazione negli anni di attività, con la sua capacità organizzativa, e attraverso le molteplici attività, si è rivelata un punto di riferimento importante per i giovani che hanno intrapreso la professione di musicisti nel mondo dello spettacolo».

Cos’è per lei la musica?

«La musica rappresenta una forma di espressione, e un veicolo per informazioni che non possono essere trasmesse con le parole o con i gesti, secondo me la musica, senza distinzione di genere e di qualità, rappresenta una forma di comunicazione, attraverso la quale, quando si suona insieme, si provano sensazioni indescrivibili a parole. Quando invece si suona da soli la musica, rappresenta un ponte fra se stessi e la propria anima».

Cosa insegna?

«Suono e insegno diversi strumenti musicali e diverse discipline musicali: Canto, chitarra, pianoforte, mandolino, chitarra basso, tastiere elettroniche, flauto dolce, batteria, musica di gruppo e composizione».

L’attività dell’associazione?

«Nelle attività dell’associazione, rientra anche quella di formare gruppi musicali per la realizzazione di serate musicali con musica dal vivo, e la produzione e registrazione d’inediti scritti e realizzati dai soci, che hanno mediamente un’età compresa fra i sei e i sessanta anni».

Collaborazioni con artisti famosi?

«Per quanto riguarda le collaborazioni, a livello personale, potrei citarne tante anche con artisti un tempo famoso, ma quello che mi preme mostrare in quest’intervista, e la collaborazione con i giovani musicisti anche allievi di altri maestri, che si rivolgono alla nostra associazione saltuariamente per arrangiamenti e scritture delle partiture dei loro brani. Ovviamente io stesso ho scritto e scrivo molti testi e musiche di vario genere dalla musica leggera alla classica passando per il rock, blues, jazz fino a toccare anche il genere liturgico».

Che cosa volete trasmettere ai giovani?

«Quello che la nostra associazione vuole trasmettere ai giovani e non, la voglia di vivere una realtà parallela a quella che è la vita di tutti i giorni, una realtà di comunicazione che comincia nel momento in cui si entra nella nostra sede e seduti al proprio posto, si comincia a far musica insieme. Poi è chiaro che stando insieme si ha modo di parlare di tante cose e di far dono ai giovani il risultato delle proprie esperienze di vita e della propria saggezza derivante da un’avanzata età anagrafica, ma solo anagrafica».

Che idee innovative vorrebbe proporre all’amministrazione comunale?

«Credo che le varie amministrazioni comunali, dovrebbero farsi carico di favorire l’organizzazione di eventi artistici in genere, non solo quelli musicali, e di favorire le collaborazioni fra le varie associazioni culturali, presenti sul territorio. Tutto questo con delle azioni concrete, cominciando ad abolire i diritti di affissione per la pubblicità delle attività culturali, e mettendo a disposizione gratuitamente delle strutture dove giovani e non (perché l’arte non è solo espressione per i giovani) possono incontrarsi artisticamente con altre persone per una comunicazione artistica e uno scambio profondo di emozioni e sensazioni».


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