Quando neanche i defunti riposano in pace. Cronaca di furti tristi

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Ottone, bronzo e qualche pezzo di rame possono sempre far gola a qualche ladruncolo in difficoltà, ma se vengono profanati da una tomba nel bel mezzo di un camposanto, l’insano gesto oltre che un ingiustificabile furto diviene anche un misero sciacallaggio cui fa eco una mera mancanza di ogni senso di rispetto per il luogo e per il defunto. Dalla sua pagina Facebook, domenica mattina, il sindaco annunciava con uno leggero stato d’amarezza: «Hanno di nuovo rubato e profanato il nostro cimitero», che detto in un febbraio del 2013 dal primo cittadino di una comunità post novecentesca è effettivamente imbarazzante.

Aggiungeva pure, che quello era il segno dei tempi: “tanta povertà sociale e dell’anima”. E molto probabilmente, c’aveva ragione. Ma come può un semplice cimitero comunale divenire un ambito cavò per qualche birbante di periferia? E’ quello che si domandano attoniti gli anastasiani che domenica mattina alla spiacevole scoperta, loro malgrado, si son ritrovati con un mazzo di fiori in mano ed un pugno nello stomaco: «E’ una vergogna» tuonano sonori, «Neanche da morti si può riposare in pace». Ed anche loro, così come il sindaco, c’hanno ragione.

E allora, siccome, ahinoi, ci ritroviamo di fronte a questo triste stato di cose, cosa occorrerebbe fare? Non credo sia opportuno recintare le bare, tantomeno identificare ogni visitatore a mò di metal detector aeroportuale. C’è chi dice che le telecamere siano attive, chi invece suppone non siano mai state installate e dal comune fanno sapere che: «spetta alla ditta che gestisce con un project financing la gestione del cimitero».

Sul misfatto indagano i carabinieri della stazione locale e second22057-1299600581o le prime ricostruzioni, i ladri sono penetrati nel camposanto in piena notte. Nel cimitero sono in corso anche i lavori di ristrutturazione, per cui sarebbe stato più semplice per loro penetrarvi.

Poco più di un mese fa, ci fu un’altra incursione notturna. Ma quelle registrate nell’ultimo anno sono innumerevoli. Mentre si procederà ai dovuti provvedimenti per risolvere quest’ annosa ed imbarazzante problematica, non resta che augurarsi che, almeno nel periodo pasquale, tempo di riflessione e spero (sentita) spiritualità, i nostri defunti vengano lasciati riposare in pace.


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