Oh che stress!!! (parte seconda)

6

Ciò che rende stressante una situazione è il significato che noi stessi le attribuiamo.

E quindi il modo in cui la affrontiamo. Quando ci sentiamo troppo stanchi, o molto scarichi, o ci sentiamo i nervi a fior di pelle, ecco che il nostro organismo si ribella, e dice BASTA!

Tutto sta a quanto noi riusciamo a tenere sotto controllo la situazione. Se essa sfugge al nostro controllo, potremmo essere sottoposti a stress. Lo stress attiva il nostro sistema nervoso, un’attivazione che determina dei cambiamenti a livello fisiologico: aumenta la tensione muscolare, la pressione, il battito cardiaco, la sudorazione, mani e piedi possono diventare freddi, la respirazione rapida e irregolare e se tale condizione persiste nel corso del tempo possono presentarsi ripercussioni sul piano della salute con problemi di stanchezza, disturbi del sonno, dolori muscolari, depressione, ansia, ulcera, cefalea, ipertensione, irritabilità, abbassamento delle difese immunitarie ecc. Questa attivazione mette a disposizione dell’organismo una gran quantità di energia che deve essere consumata. Ma, se essa non trova una via di fuga, rimane lì, si accumula, ad essa poi se ne aggiunge altra e così via.

Ed è proprio questa energia depositata, la causa dei sintomi dello stress.

Per riuscire a dare una risposta non malsana a tali tensioni, si è riscontrato a livello scientifico che il potere del pensiero, dei giudizi e delle immaginazioni può essere un aiuto decisivo per la salute psico-fisica, soprattutto se si giudica se stessi ed il mondo che ci circonda in modo positivo o neutrale invece che negativo o dannoso. E’ molto importante ciò che si pensa di se stessi e del mondo circostante!

Non è il fatto che ci sia il sole o che sia nuvoloso a fare di una giornata una bella giornata, ma il significato che il sole o le nuvole hanno per noi.

Ci riferiamo alle distorsioni cognitive, ossia modalità di ragionamento che non seguono la logica, che sono per tutti noi all’ordine del giorno e che senza rendercene conto, le usiamo spessissimo. A volte sono utili, molte volte però ci fanno stare peggio, portandoci ad una interpretazione degli eventi negativa e a conseguenti emozioni negative. Un esempio è l’inferenza arbitraria: trarre conclusioni in mancanza di evidenze sufficienti.

Incontriamo una persona che non vediamo da un po’, la vediamo avvicinarsi dall’altra parte della strada ma non ci saluta e subito pensiamo: “E’ la solita antipatica, ha fatto finta di vedermi”. Ma non abbiamo prove per ritenere che ci abbia effettivamente visto, potrebbe essere stata sovrappensiero e non averci notato. Un altro esempio è la personalizzazione tramite la quale si interpretano eventi esterni in relazione alla propria persona, in mancanza di evidenze plausibili. Quante volte ad esempio ci siamo sentiti in colpa perché è successo qualcosa di brutto, anche se non è stata oggettivamente colpa nostra? Ogni volta si pensa: Eh, se avessi fatto, se avessi detto, magari quella cosa non sarebbe successa… Iniziamo ad evitare monologhi autopunitivi e carichi di rancore, impariamo un ragionamento razional-logico, dedichiamoci a svolgere attività gratificanti, a concentrarci su cose essenziali e a coltivare la capacità di perdonare.

E come diceva William Shakespeare “Non esiste nulla di buono o di cattivo, ma è il pensiero che lo rende tale” al fine di sottolineare che il nostro modo di pensare influenza le nostre emozioni (lo Stress!).

images (1)


SHARE