La terra dei fuochi (parte prima)

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“Mi trovo nella Terra dei fuochi. Oggi ho visto con i miei occhi cosa significa avere il cielo marrone in una giornata di sole. Ho visto una nuvola scura innalzarsi sulle case, espandersi minacciosa sulla testa di bambini e donne incinte, e invadere a poco a poco invadere l’aria rendendola irrespirabile. Ho chiamato la polizia, i carabinieri, i vigili del fuoco. Niente. Non sapevano cosa dire, si passavano la linea tra loro, si capiva che erano scocciati, non si capiva bene da che parte stessero.

Intanto la terra continua a bruciare, qui la gente si ammala e muore più che altrove, mentre chi è pagato per occuparsi del problema è troppo occupato, impegnato nella campagna elettorale, a promettere la luna, e magari che presto la situazione tornerà alla normalità. Nel frattempo la terra dei fuochi continua a bruciare.”

Esiste un posto in Campania dove l’aria ha un odore strano. E forse, definirlo odore, è eccessivo. In verità, si tratta di una puzza, sempre la stessa, che sa di bruciato e che rende l’aria irrespirabile. In questo posto della Campania colonne di fumo si levano nel cielo a qualsiasi ora del giorno, dalle prime ore dell’alba fino a notte inoltrata. E se si guarda all’orizzonte nelle giornate di sole, si può distinguere chiaramente una patina grigiastra dall’aspetto inquietante. Questo posto della Campania è conosciuto come “Terra dei fuochi”: un pezzo delle province di Napoli e Caserta, un’area di centinaia di chilometri quadrati che comprende il comune di Napoli, tutti i comuni dell’hinterland, e che si estende fino alla città Caserta.Sembra quasi di essere tornati indietro nel tempo, in un’altra parte del mondo, nelle riserve Navajo in Arizona per la precisione, dove le tribù presenti sul territorio comunicavano tra loro con segnali di fumo. Solo che quel fumo era il risultato della combustione di foglie e legna. Ma qui no, non è così, purtroppo è diverso.

Nella Terra dei fuochi il fumo non è chiaro, ma di un colore scuro, tetro, minaccioso e la colonna che si addensa nel cielo è pesante e impenetrabile. Nella Terra dei fuochi non bruciano le foglie e la legna: brucia la spazzatura. Spazzatura di ogni tipo, di ogni genere, dai rifiuti solidi urbani a quelli speciali, dagli scarti delle lavorazioni industriali al materiale tessile, a quello ospedaliero, passando per la gomma dei pneumatici e per quella che ricopre i cavi di rame. In questi posti la pratica di smaltire i rifiuti tossici attraverso roghi clandestini si ripete ormai da molti anni. Ancora oggi i roghi si verificano con puntualità impressionante e per di più sempre negli stessi luoghi. 

Verrebbe da chiedersi: com’è possibile che una cosa simile si verifichi? Le istituzioni politiche, l’autorità giudiziaria, le forze di polizia, che cosa fanno? Perché lo Stato non è ancora intervenuto con fermezza per reprimere il fenomeno? Ma ormai certe domande non hanno più bisogno di risposte. Tutto è fin troppo evidente: i cittadini hanno capito che non può esistere Terra dei Fuochi senza i corrotti, che i nemici molte volte sono proprio quelli che dovrebbero proteggerli, perché chi appicca un rogo e avvelena la terra dalla quale si nutre non potrebbe mai essere più forte di uno Stato, se quello stesso Stato non fosse disposto a scendere a compromessi. 

Verrà il giorno in cui sarà fatta giustizia e il coraggio dei cittadini avrà la meglio sulle logiche di arricchimento miopi e scellerate dei criminali che si confondono nella società civile.
Purtroppo per ora non è così: oggi stanno distruggendo la vita di migliaia di persone e uno dei territori più belli e fertili del mondo. E la Terra dei fuochi continua a bruciare.

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