Francesca Beneduce (Mir), candidata alla Camera

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francesca beneduce

Moderati in Rivoluzione, ha fortemente voluto la candidatura  di Francesca Beneduce, scegliendo di proporla come candidata alla Camera dei deputati (Campania 1).
E’ l’unica rappresentante donna, e per il Mir “le donne sono un valore importante, e una grande opportunità”.
“I  nostri pregi sono i  ‘valori’ delle tante famiglie e delle tante persone oneste”, spiega Francesca Beneduce, “Siamo contro il trasformismo, e  in antitesi con i politici che avvalendosi della presenza nei loro schieramenti di donne e giovani, cercano di confezionare slogan che parlino di rinnovamento. Per noi Moderati il vero rinnovamento è che il voto smetta di essere regalato, questo è il rinnovamento”.
A spingere la Beneduce, che è anche componente della presiedente commissione pari opportunità Sant’Anastasia e anche componente della commissione regionale, a candidarsi “Le ragioni di una scelta, impegnarsi, in un periodo come quello
che stiamo vivendo, in politica ed anche negli ambiti sociali, accettando una candidatura per un emergente partito politico che non può fare leva su un voto di opinione, è oltre che un’assunzione di responsabilità, un onore. Parlare di politica alle persone, far capire loro che è giusto protestare, perché anche noi del Mir Moderati in Rivoluzione ci siamo ‘arrabbiati’ di come le cose stiano procedendo in questa nostra Nazione. Serve, oggi più che mai, un voto dato con la mente e non con la pancia. Siamo reduci da troppi anni di mala politica e mala gestione, noi non solo ci lamentiamo, ma forniamo anche la nostra chiave di lettura per risolvere una parte consistente delle nuove riforme entro i primo 90 giorni del nuovo governo, prestando attenzione a problematiche come: disoccupazione, precariato, scuola, welfare community, questioni che nel concreto, sono dimenticate. Da anni il mio impegno è volto alle pari opportunità, nell’ambito del piano sociale di zona sono consulente per le Politiche sociali, con una inclinazione naturale nei confronti  delle grandi difficoltà della mia terra, Sant’Anastasia, concertando i miei pensieri ad uno sviluppo ecosostenibile, considerata la questione zona rossa ed i relativi anelli congiunti inerenti condoni e abbattimenti. Un territorio, quello dal quale provengo, dove i crimini ambientali ne hanno fatto una terra ‘avvelenata’, dove l’emergenza rifiuti non è mai stata risolta, nonostante un’emergenza  sia un fatto contingente e non duraturo”.
Un ultimo appello agli elettori, puntando all’impegno volto all’occupazione. “Noi giovani di questa terra del sud Italia, tutti i giorni ci sentiamo negare qualcosa”, conclude la Beneduce, “un lavoro, una speranza e il futuro, queste sono discriminazioni alle quali io voglio dire no. Non voglio più sentire che non possiamo avere bambini perché sono un lusso, o peggio ancora per paura del futuro. Abbiamo una grande responsabilità, costruire oggi fondamenta solide su cui impiantare la società del domani. Facciamolo insieme”.


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