Discarica, storia senza fine

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Il periodo discarica, quello tanto agognato e che purtroppo ha visto il nostro popolo combattere nel vero senso della parola, prima contro l’apertura e in seguito contro lo sversamento, ancora non può dirsi chiuso. Perché? Il perché è semplice, grazie soprattutto alla tenacia del signor Franco Matrone membro del comitato dei comuni vesuviani contro la lotta alla discarica, il quale ci spiega senza usare giri di parole la problematica in questione.

Il “regalo più grande” ai cittadini della Campania da parte del “fu” governo Monti è arrivato subito dopo l’Epifania, con il solito decreto a firma del Ministro Clini, che già in precedenza si è distinto nello scontro tra due diritti costituzionalmente riconosciuti, quello della vita e della salute con quello del lavoro realizzando un pericoloso conflitto tra poteri dello Stato (Decreto “salva Ilva di Taranto”) che la Magistratura ha impugnato presso l’Alta Corte.

Ad appena un mese dall’apertura delle urne, il Ministro Clini emana il decreto che declassa ben diciotto aree S.I.N. (Siti di Interesse strategico Nazionale) ad alto impatto inquinante a semplici S.I.R. (Siti di Interesse Regionale) affidando, di fatto, alle competenze locali i relativi processi di bonifica cui le Regioni dovrebbero far fronte assumendosi oneri tecnici e finanziari pesantissimi. Un enorme fiume di denaro sprecato per piani di bonifica mai resi esecutivi e che ora, in virtù di una supposta finalità di velocizzare le procedure e renderle più efficaci, trasferisce alle Regioni l’onere del recupero ambientale di aree del paese profondamente inquinate da attività industriali, dallo sversamento di rifiuti tossici e nocivi e da disastri ambientali ampiamente riconosciuti su scala mondiale.

Il prezzo più pesante che questa “scellerata” decisione lo paga il diritto alla salute di tutti i cittadini campani poiché i SIN maggiormente gravati ricadono nell’ambito di quelli del Litorale Domizio – Flegreo e Agro Aversano, Pianura, Bacino idrografico del fiume Sarno, Aree del litorale vesuviano e sue sub perimetrazioni il cui obbligo di bonifica esce dalle competenze del Governo ed è affidata alla Regione Campania che, in tempi di spending review, è difficile immaginare trovi nei propri bilanci le risorse necessarie per bonificare queste aree.

Senza tener conto che per tali aree, in questi anni, nulla è stato attuato in termini di bonifica poiché tutti i siti “declassati” presentano tuttora una particolare complessità ambientale, la presenza d’impianti chimici, numerosi e rilevanti siti di discariche, di trattamento, smaltimento e incenerimento dei rifiuti, un degrado ambientale e un accertato inquinamento significativo delle matrici essenziali, l’insistenza di aree fortemente critiche considerate tra le emergenze ambientali di maggior rilievo nazionale tale da allertare, a più riprese, le varie Commissioni e finanche la Corte di Giustizia d’Europa.

Il decreto che il Ministro Clini ha deciso di promulgare nonostante la Conferenza dei servizi di luglio 2012 per rendere operativo il piano finanziario di bonifica di alcune aree tra le più critiche del SIN Litorale vesuviano (Terzigno ed Ercolano) e che aveva aperto un barlume di speranza per l’inizio del recupero, seppur parziale, del territorio. In questo delicato momento di vita sociale, in questo momento che tutti guardano alle prossime elezioni del 24 e 25 febbraio, nessuno sta guardando nel proprio orto, nessuno si sta rendendo conto di ciò che è stato fatto, allora la tutela della vita e la salute delle persone dove vanno? Che cosa dobbiamo attendere ….Che cosa dobbiamo aspettarci in questo silenzio assordante? Il registro tumori è partito, speriamo soltanto di non ascoltare una melodia già sentita in passato e che nessuno voleva credere o far finta di non sentire.

 


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