Canale Conte di Sarno? Una bomba da disinnescare.

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sel poggiomarino

È questo il viaggio, il convegno itinerante o la denuncia viaggiante se così la possiamo definire, che ha visto i candidati di Sel impegnati nella giornata di ieri in una serie di iniziative con un solo comun denominatore: risolvere l’annosa vicenda del Canale Conte di Sarno. Infatti si sono tenute 4 tappe, 4 incontri per denunciare lo stato di abbandono e di degrado in cui versa il canale Conte di Sarno e la bomba ecologica che è già scoppiata e che rischia di compromettere un territorio oramai già compromesso.
Il viaggio che ha  toccato i comuni di Boscoreale(località Cangiani), Scafati, Poggiomarino(località Fornillo) e Palma Campania ha visto come protagonisti i candidati di Sel di Camera e Senato Tonino Scala, Arturo Scotto e Stefania Fanelli ed il responsabile ambiente di Sel Bruno Miccio. Non è la prima volta che questo tema viene affrontato da Sel. Già nel lontano 2009 l’allora capogruppo in consiglio regionale di Sel Tonino Scala con una interrogazione  aveva sollevato il caso che va avanti dal lontano 1981. La storia è lunga e contiene risvolti forse unici per una terra che necessita di interventi seri e mirati. Canale Conte di Sarno attraversa il territorio di Poggiomarino, provenendo dalle sorgenti del Sarno, in località Foce, fino a sfociare a Torre Annunziata.

Questo canale oggi ha perduto ogni suo attributo peculiare; infatti è asciutto, senza vita, scolo di fogne. Per alcuni tratti è stato “coperto”, non per salvaguardarlo, ma per “coprire” lo stato vergognoso in cui si trova. “Sicuramente, se il suo costruttore, quattrocento anno fa, avesse potuto prevedere tutto ciò, sicuramente avrebbe destinato ad altre imprese il suo tempo e le sue finanze” ha affermato Arturo Scotto. “Il mio primo impegno da parlamentare della repubblica sarà quello di presentare una interrogazione sulla vicenda”. Il suo ideatore e costruttore fu Muzio Tuttavilla, conte di Sarno e le vicende di questa impresa si intrecciano a quelle familiari del conte, nonché a quelle dei contadini e artigiani che vivevano nel territorio attraversato dal canale.

I lavori di costruzione del Canale furono molto laboriosi. Iniziarono nel 1592 e costarono molto denaro allo stesso Conte. Lo scopo dell’opera era quello di rifornire di acqua i mulini, di proprietà della famiglia. Le acque del canale alimentavano ben tre ordini di mulini in, altrettante, successive cascate. Negli anni 80 si pensò di riprogettarlo e i lavori iniziarono nel 1981 e furono sospesi nel 1995 problemi al progetto per attraversamento area archeologica di Pompei. Il canale oggi non ha sbocco è chiuso da un tappo di cemento con le conseguenze che le piogge torrenziali e gli scarichi abusivi arrecano al territorio. Infatti tale blocco crea allagamenti con effetti nocivi che arrecano seri problemi alla salute dei cittadini dei territori di Pompei, Poggiomarino, Boscoreale e Scafati.

Già la commissione parlamentare sul Fiume Sarno aveva trattato dell’argomento in passato ma ad oggi non ci sono notizie in merito al prosieguo dei lavori. “Non da ora come Sel ci siamo interessati di questa vicenda” afferma Tonino Scala. “È nostro obiettivo fare chiarezza su una bomba ecologica che già sta creando problemi alla salute dei cittadini in particolar modo di una zona il “Fornillo” per la presenza di vasche oramai stracolme di liquami non ben identificati. L’impegno del futuro gruppo parlamentare sarà quello di portare all’attenzione del parlamento italiano una vicenda che merita attenzioni ed interventi urgenti. Quel tappo in caso di forti piogge potrebbe riversarsi in queste zone creando una catastrofe senza eguali visto che in esso, nel canale confluiscono le acque provenienti dal Vesuvio”.


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