Ancora sulla spoliazione dei Gerolamini

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“…Promesse da marinaio, Grillo! Quella lì è una copia de L’incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata… a quanto pare in edizione economica e stradatata… mi aspettavo tenessi fede all’ impegno di tenere fuori dalla conversazione Marquez !”

“Ne ho tutta l’intenzione! …sono solo in cerca di un rimedio che possa mitigare i danni che il tempo ha prodotto a una parte dei miei libri… alcuni, e questo ne è un esempio, pare siano preda del virus dell’epatite: ingiallimento progressivo lento e inesorabile! Volevo che lo esaminassi e mi suggerissi una cura.”

“…mmh… Proverei a cambiare il direttore della biblioteca!”

“Senti da che pulpito… ma tu non eri quella a cui non vengono mai restituiti i libri dati in prestito?”

“Smetti di scherzare, Grillo, che il solo pensiero potrebbe indirizzare male il mio umore… e torniamo a noi: che ci azzecca la politica nella triste storia del sacco della biblioteca dei Girolamini di Napoli?”

“…qualche risposta all’interrogativo potresti trovarla ne Il sottobosco esplorato da Claudio Gatti e Ferruccio Pansa… pubblicato appena pochi giorni dopo il sequestro della biblioteca operato dai Carabinieri. Molto più illuminante è, comunque, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal GIP Francesca Ferri che, nei giorni scorsi, ha portato in carcere altre persone, già coinvolte nell’inchiesta, con l’accusa di associazione a delinquere e che vede indagato il senatore Dell’Utri per concorso in peculato…”

“…il sottobosco… intendi quel luogo in ombra dove politica e affari si intrecciano, dando vita a reti di potere che curano l’interesse personale a discapito dell’interesse generale e della collettività? Il luogo dove l’etica e la morale non esistono, dove non esistono ideologie e schieramenti politici, dove esistono solo gli affari? …e che ci azzecca il senatore con l’ex direttore della biblioteca Marino Massimo De Caro?”

“Lina, che il senatore sia il numero uno dei bibliofili italiani è fatto ribadito appena pochi giorni fa da Silvio Berlusconi alla trasmissione televisiva Servizio Pubblico… ai tempi in cui il senatore cementò l’intima amicizia con l’ex direttore della Girolamini, quest’ultimo, già mediatore nell’affare del petrolio Venezuelano, già titolare di una libreria antiquaria a Verona, è assai attivo nel commercio internazionale… di alto livello e di memoria corta: è da poco scampato all’accusa di ricettazione di un prezioso esemplare dell’Hypnerotomachia Poliphili (un incunabolo del 1499) L’indagine è finita nel nulla solo perché la Procura di Milano è stata costretta a chiedere il non luogo a procedere perché l’incunabolo non è stato rinvenuto fisicamente, malgrado le numerose ricerche… ”

“Sta storia comincia ad intrigarmi… vorrei capire come fa uno con questo curriculum in un paese normale ad arrivare a dirigere la più antica biblioteca pubblica, dopo quella malatestiana di Cesena … spara!”

“Ci riesce grazie alla politica e al suo sottobosco… a marzo del 2012 il direttore De Caro è segretario organizzativo dell’associazione politica Il Buongoverno eredità dei Circoli di Marcello Dell’Utri che ne è presidente onorario. Il presidente è il senatore Riccardo Villari, segretario è il senatore Piscitelli e  tra i vice segretari c’è il senatore Palmizio…”

“Presa alla lontana… come fai al solito…”

“La sintesi è capacità di cui difetto… provo, comunque, a ridurre ai minimi termini: è stato grazie al legame nato in Publitalia tra Dell’Utri e Giancarlo Galan che quest’ultimo, una volta approdato al Ministero dell’Agricoltura, nomina il De Caro consigliere per le bioenergie…”

“…il dottor, professor, principe De Caro consigliere per le bioenergie… che c’è di anomalo?”

“C’è che il De Caro non è affatto laureato a Siena, che non è affatto principe di Lampedusa, che non ha affatto insegnato all’Università di Verona… Tutto spacciato per vero grazie allo spazio che si era ricavato nel sottobosco della politica! Giancarlo Galan, che, come è emerso, aveva ricevuto lui pure in regalo un libro antico sulla caccia rubato ai Girolamini (a sua insaputa, ovvio…), al Corriere del Veneto spiegò che aveva nominato il De Caro come consulente ministeriale prima all’Agricoltura e poi ai Beni culturali perché non poteva dire di no: Me lo aveva presentato un uomo al quale devo tutto: Marcello Dell’Utri. Confidò: Ammetto le mie colpe. Al suo curriculum non ho dato grande pesoNon ho verificato quanto c’era scritto. Non so se avesse i titoli per quell’incarico. E aggiunse: Di libri sinceramente non ne capisco niente. E poi lui nel suo curriculum aveva scritto che insegnava a dei master a Buenos Aires e a Verona…”

“… e come arriva il De Caro a dirigere la biblioteca dei Girolamini?”

“Lina, la Congregazione dell’Oratorio doveva nominare il direttore della biblioteca e poiché l’impoverimento numerico e culturale dell’ordine di San Filippo Neri era tale da non consentire di trovarne uno all’interno di esso pensano bene di rivolgersi a uno dei consiglieri del Ministro per i Beni Culturali: se ci fosse un dubbio sul ruolo che il Mibac ha giocato in quella nomina basta tener presente che quando De Caro diventa direttore dei Girolamini è sottosegretario ai Beni Culturali Riccardo Villari…”

“…presidente del Buongoverno di cui De Caro era segretario organizzativo!… mmh… ma nel frattempo il ministro era cambiato… c’erano i competentissimi professori supertecnici… c’era Lorenzo Ornaghi…”

“…Ornaghi riceve in eredità da Galan il De Caro e senza porsi troppi interrogativi lo nomina prontamente suo consigliere diretto per l’editoria…”

“…mmh…”

“Vi è di più… quando lo storico dell’arte Tomaso Montanari lancia la sua denuncia sulla stato in cui versa uno dei santuari della cultura italiana e sulle responsabilità di uno degli esemplari più pregiati della fauna del sottobosco la cerchia dellutriana sfodera una azione preventiva: i senatori Piscitelli e Palmizio, rispettivamente segretario e vice segretario del Buongoverno, presentano un’interrogazione al ministro dell’Università per sapere se quanto il Montanari e il suo collega Francesco Caglioti, professori alla Federico II di Napoli, hanno cercato di fare per difendere i Girolamini si riconduca allo svolgimento delle normali attività accademiche loro imposte dalla legge e se non rischi di gettare discredito sulle istituzioni accademiche…”

“…Mi pare una interrogazione interessante: teorizza esplicitamente che il legame politica-cultura si deve intendere come lottizzazione violenta della prima sulla seconda, giammai come azione civile degli intellettuali per la difesa del patrimonio artistico, storico e culturale…”

“Lina, hai colto nel segno… ma non è finita qui… la senatrice Diana De Feo, moglie di Emilio Fede, difese a spada tratta dalle prime polemiche il De Caro e il Mattino, diretto dal nipote di Dell’Utri, diede ampio spazio alle sue interviste a raffica… Il supertecnico ministro Ornaghi, in tutta questa vicenda, avrebbe avuto un’ottima occasione per mostrare agli italiani che le cose potevano cambiare specialmente dopo le denunce del professor Montanari, oppure quando gli arrivarono le prime cinquecento firme degli intellettuali che gli chiedevano di rimuovere il De Caro ma non ha reagito… neanche quando Gian Antonio Stella ha raccontato la vicenda dei Girolamini da par suo sul Corriere della Sera… come fosse genuflesso all’eterno primato della consorteria politica…… addirittura, il giorno dopo il sequestro della biblioteca da parte dei Carabinieri si fece fregare sul tempo ed alla Camera comunicò di aver accettato, nientedimeno, l’autosospensione del De Caro salvo poi essere stato preso da un soprassalto di decenza ed aver, il giorno dopo, rimosso il De Caro a modo suo: cancellandolo dal sito del Mibac… ”

“ … il che significava che se il sequestro conservativo fosse venuto meno il De Caro sarebbe tornato a dirigerla?”

“Vedi tu, Lina. Sulla rimozione non un alito alla stampa e siccome lo stesso giorno pare avesse ricevuto la visita del procuratore aggiunto di Napoli Giovanni Melillo mi viene da pensare che neanche quel poco sia stato fatto scientemente!”

“mmh… e meno male che la Procura di Napoli è riuscita a gestire in modo esemplare l’indagine… e meno male che esiste un pool specializzato nei reati contro il patrimonio: altrimenti chissà fin dove si sarebbe spinta la spoliazione della biblioteca… non sarebbe l’ora di applicare ovunque questo modello?”

“Certo che si! Il patrimonio di certi ordini ecclesiastici ormai esausti si presenta come una facile preda delle organizzazioni criminali e come una delle prossime frontiere del riciclaggio di denaro sporco: è necessario mettere su un’azione di contrasto qualificata e altrettanto motivata… tanto per cominciare io non lascerei i Carabinieri del Nucleo di Tutela sotto il controllo diretto del Ministro dei Beni Culturali… ”

“Grillo, resta il problema della rapacità del sottobosco della politica, dell’omertà di alcuni degli addetti ai lavori che insieme congiurano nel tenere il coperchio sulla pentola…”

“Già! L’interrogativo è: sapremo mai quanti altri Massimo Marino De Caro sono stati allevati nel sottobosco della politica?”

bibliot girolamini


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