Vite a colori: zona rossa, zona gialla, zona blù

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…scusa il ritardo ma muoversi dal profondo della zona rossa per raggiungerti da Andrea diventa ogni giorno più complicato… mi tocca attraversare più di un passaggio a livello che spesso ha le barriere chiuse anche se poi il treno non passerà!

…zona che?!?

…venerdì a Roma il Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, sposando la tesi della comunità scientifica che ritiene inadeguato il perimetro della zona rossa del Vesuvio rispetto ai nuovi scenari eruttivi ipotizzati dagli scienziati, ha ufficializzato l’allargamento della stessa ad altri sei comuni più tre quartieri napoletani… se non ho fatto male i calcoli la linea di demarcazione dovrebbe passare proprio sopra casa mia…

…ah… ecco! Mi sembrava strano che in caso di eruzione, il fiume di lava in discesa da Terzigno e San Giuseppe Vesuviano si potesse fermasse al cartello Poggiomarino zona gialla! …e poi… un flusso di lava verso Poggiomarino non è ipotesi campata per aria… si era già verificato in seguito all’eruzione del 1834…

…già, comunque, l’aggiornamento dello scenario di crisi potrebbe essere conseguenza della scoperta di un’altra camera magmatica che sarebbe situata a 5 chilometri di profondità sotto il cratere e a metà strada da quella  principale e più estesa…

…non cercare di imbonirmi con i numeri… sei in ritardo… e la colazione la offri tu!… Andrea! porta il tuo sigaro verso di noi! …e poi la scoperta risale al 2008… quattro anni per rivedere il piano di emergenza in funzione della scoperta mi sembrano troppi…

… effettivamente …il documento “Scenari e livelli di allerta per il Vesuvio” consegnato dal Gruppo di lavoro della Commissione Nazionale individua come evento di riferimento per il Piano nazionale di emergenza per il Vesuvio un’eruzione esplosiva sub-Pliniana e conferma quanto già assunto nel Piano del 2001… allora devo concludere che si tratti di una riconsiderazione degli scenari possibili… diciamo più prudente!

…secondo me ci hai preso …comunque l’aggiornamento del piano risponde a due precise esigenze: considerare un’area più vasta da evacuare in caso di eruzione e intervenire sulle strutture edilizie ricomprese nell’area a rischio per rinforzare tetti e abbaini, dal momento che nelle zone non interessate dall’arrivo dei flussi lavici, a causare danni potrebbe essere il peso dell’accumulo di lapilli e pomici…

…e questa sarebbe la differenza tra zona rossa 1 e zona rossa 2 …comunque siamo destinati ad una evacuazione preventiva… ai primi segnali di risveglio…

…se traduco bene le cronache di questi giorni i Comuni, d’intesa con la Regione, potranno proporre per i propri territori una definizione dei confini della nuova zona rossa diversa dai limiti amministrativi se dimostreranno di essere in grado di gestire evacuazioni parziali delle proprie comunità… perplesso?

…macché… si potrebbe mettere fine al paradosso di una zona rossa individuata tenendo conto dei confini comunalie non dell’effettiva distanza chilometrica dalla sommità del vulcano o dei previsti flussi preferenziali del magma valutati in base alla storia stessa delle eruzioni… continuo però a nutrire altro genere di perplessità… a fronte della necessità di ridurre il numero dei residenti nell’area circostante il Vesuvio, come logica vorrebbe, il piano casa consente, di fatto, la possibilità di abbattere manufatti e di ricostruirli a patto che la destinazione di utilizzo per fini abitativi sia pari al massimo al 50% del volume… il che, per come lo traduco io, significa che, ad esempio, se abbatto uno stabile fatiscente in precedenza non destinato ad uso abitativo, potrei ricostruirlo e destinarne il 50% del volume ad abitazioni…

…con un incremento del numero di residenti in zona rossa! …con buona pace della fine delle speculazioni edilizie ai piedi del Vesuvio…

…appunto!

… io invece sono preoccupata dalle affermazioni del Capo Dipartimento Gabrielli che su questi temi riscontra ancora un’eccessiva insensibilità e una mancanza di consapevolezza che spesso si traduce in un atteggiamento non adeguato delle istituzioni le quali, invece, hanno il dovere di rendere consapevoli i cittadini…

…in quest’ottica qui qualcosa si muove…

…ti riferisci al fatto che il 17 gennaio la commissione consiliare lavori pubblici, si riunirà in seduta straordinaria per discutere della zona rossa del Vesuvio?

…si, dovrebbe parteciparvi l’assessore regionale all’urbanistica Marcello Taglialatela. Sono stati invitati i sindaci dei Comuni coinvolti nella nuova perimetrazione della zona rossa e l’assessore regionale alla Protezione civile, Edoardo Cosenza…

…Andrea… complimenti, la tua cioccolata è veramente speciale!

…dottoressa… bisogna stare al passo con i tempi… ha una particolare densità… cola con la consistenza della lava… sono felice che abbia gradito!

…Lina, a me, invece, preoccupano le affermazioni di Gabrielli relative allo scenario dell’evacuazione… ad essere benevoli si tratterà di muovere non meno di 600mila persone in meno di tre giorni il che, viste le condizioni della viabilità della zona per niente migliorate nonostante i 54 milioni investiti dalla Regione, non è impresa da poco… Lui ipotizza che l’eventuale evacuazione, oggi prevista solo su gomma, possa essere fatta anche con altri mezzi…

…NO!…con la Circumvesuviana proprio NO!

…non preoccuparti, ci imbarcheranno per la Sardegna che è l’unica regione non gemellata con i comuni vesuviani… chesta c’è rimasta…

…scherza tu… ma se proprio deve essere… spero solo che l’imbarcazione non faccia scalo a Stromboli!

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