Tra la mente e il corpo

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Mal di testa ricorrente, dolori muscolari, gastrite, ulcera, ipertensione, disturbi digestivi che rendono il sedersi a tavola un momento poco piacevole, o allergie che non danno tregua, sono quei malesseri più comuni che ricorrono nello scorrere della nostra vita!

Esami ed indagini cliniche scrupolose riportano esiti negativi: non c’è una causa organica eppure la ricerchiamo costantemente, senza tener conto dell’influenza che le emozioni esercitano sul nostro corpo poiché siamo abituati a pensare ad una scissione tra i disturbi funzionali/psicologici e quelli organici.

In realtà corpo e mente non sono due mondi separati, ma sono due parti, in continua influenza reciproca, un tutt’uno.

A titolo dimostrativo, possiamo riportare alcuni esempi di come comunissimi fenomeni psicologici, come una leggera emozione di gioia o di paura, possono avere effetti nell’organismo causando tachicardia; oppure come un banalissimo disturbo organico, il raffreddore, può avere ripercussioni sull’umore creando notevole irritazione.

I sentimenti e le emozioni negative possono, infatti, radicarsi nel corpo e dare il “la” a vere e proprie malattie.

Tale connessione è stata oggetto di studi scientifici dalla psicosomatica che pone in relazione la mente con il corpo, ossia il mondo emozionale ed affettivo con la sintomatologia organica.

Sensazioni ed emozioni positive vengono inviate al cervello, e precisamente al sistema limbico e all’ippocampo, favorendo indirettamente la produzione di ormoni del piacere, come endorfine e adrenalina. Al contrario, le emozioni negative e gli stress prolungati nel tempo aumentano considerevolmente la secrezione del cortisolo, un ormone che predispone ad una maggiore vulnerabilità alle malattie infettive. Tra i disturbi psicosomatici è opportuno fare una differenza tra disturbi primari e secondari.

Nei disturbi psicosomatici primari è presente una disfunzione biologica, che viene aggravata dalle emozioni che l’individuo prova a causa del sintomo già esistente. Un bambino che soffre di asma può avere, ad esempio, persistenti attacchi d’asma accentuati da stimoli emotivi piuttosto che fisiologici; in questo caso può essere chiamata “asma psicosomatica”. Questo, però, non implica in nessun modo un’origine psicologica per il disturbo originale, anzi è l’aspetto psicologico ad aggravare l’asma stessa.

Nei disturbi psicosomatici secondari, invece, non è evidente alcuna causa organica che giustifichi la presenza del malessere lamentato. Quindi in questa tipologia di disturbi, l’origine è psicologica piuttosto che organica, ed è determinata da situazioni di forte stress, disagio, paura, ansia che attivano di continuo il sistema nervoso autonomo, che a sua volta reagisce con risposte vegetative che provocano problemi fisici.

Alcuni studi e approcci terapeutici  spiegano il disturbo psicosomatico come un meccanismo di difesa da emozioni intollerabili o troppo dolorose per poter essere vissute, sentite e verbalizzate, pertanto  trovano la loro via di scarico immediata nel soma (il disturbo) come ad esempio,  la colite spastica, la gastrite cronica ecc.

Come ha dimostrato il professore Benjamin Chapman della University of Rochester Medical center di New York, le persone maggiormente predisposte a sviluppare i disturbi psicosomatici, sono soggetti introversi che hanno difficoltà a rapportarsi con gli altri e a far emergere le proprie emozioni.

Esploriamo ora insieme i disturbi più comuni e i loro significati psicologici:

MAL DI TESTA: Le cefalee possono segnalare il bisogno di non essere troppo razionali, di dover lasciare più spazio all’intuizione. Di solito, infatti, chi soffre di mal di testa ha una mente (fin troppo) lucida, che deve tenere sempre tutto sotto controllo senza cedere mai; ha una coscienza pragmatica, fortemente ancorata alla realtà, imbrigliata in un progetto di vita a volte eccessivamente “lineare”.

INSONNIA: Questo problema è tipico di chi è ansioso e non riesce ad abbandonarsi. Tipico di persone abitudinarie che trovano nelle ripetitività dei comportamenti un’ancora di salvezza per la loro profonda insicurezza.

DISTURBI RESPIRATORI: Possono rivelare problemi nel fronteggiare le avversità della vita.

Il respiro è collegato simbolicamente al rapporto di scambio emozionale con l’esterno, con gli altri: per questo, eventuali “traumi” affettivi  (tipo l’abbandono dal proprio partner), possono provocare disturbi a carico dell’apparato respiratorio, come tosse, costrizione dei bronchi, dispnea, ovvero difficoltà a respirare liberamente.

ORTICARIA ED ERUZIONI CUTANEE IN GENERE: La pelle rappresenta simbolicamente il confine tra sé e gli altri. Dunque, le eruzioni cutanee possono rivelare che non si hanno ben chiari i propri confini e che per difendersi si cerca, metaforicamente, di tenere lontani gli altri. Ma possono anche indicare che, pur non potendo permetterselo, si vorrebbe che gli altri stessero più vicini

DISTURBI DIGESTIVI: Quando si soffre spesso di gastriti, bruciori di stomaco e altri disturbi digestivi, spesso l’atteggiamento tipico è “mandar giù” con troppa frequenza le offese della vita e alimentano rabbie profonde e procrastinano continuamente la vendetta. In questo modo costringono lo stomaco a una lenta e complessa “digestione” della rabbia. In pratica, sono vittime di “troppa” diplomazia.

STITICHEZZA O COLITE: La stitichezza può essere indice di un attaccamento eccessivo ai beni materiali, ma può anche rappresentare la paura di portare alla luce contenuti inconsci e impressioni dalle quali non si riesce a prendere le distanze. La colite, invece, può affliggere chi tende a  non reprimere rabbia e aggressività, per  poi provare disprezzo verso se stesso per quello che ha fatto. In altre parole, l’intestino si fa carico di questi sensi di colpa e tenta di “spazzarli via” simbolicamente con gli attacchi di colite.

VAGINITI E CISTITE: Le vaginiti e le cistiti ricorrenti affliggono, di preferenza, due tipologie di donne: le ansiose-irritabili, oppure le remissive ad oltranza. Le prime, tendono a scaricare a livello genitale ansie, paure e rabbia. In genere sono ipocondriache e si stressano con molta facilità. Le seconde, invece, hanno un senso del dovere molto spiccato e per questo tendono a “sacrificarsi”, a subire delle situazioni gravose (classico è l’esempio della moglie che non si separa dal marito insopportabile per amore dei figli). Ma, alla fine, proprio per questo tendono ad accumulare tensioni nel corpo e, soprattutto, nell’area genitale.

Per aiutare a trovare comprensione e un miglior adattamento psico-sociale è particolarmente utile un intervento psicoterapeutico integrato ad una terapia medica per poter migliorare la capacità di fronteggiare le situazioni di stress ed emotive in modo più libero ed efficace.

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