Napoli sprecone, Inter cinica e vincente

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Vince chi la butta dentro. Con questa massima si può sintetizzare il match tra Inter-Napoli, che ha visto l’Inter capitalizzare le uniche due vere palle goal avute, e il Napoli sprecarne davvero troppe. Gli azzurri scendono in campo a San Siro con la formazione tipo, con Britos e Gamberini interni di difesa e Insigne a supporto di Cavani.  Stramaccioni schiera Cambiasso al centro della difesa al posto dello squalificato Samuel e rinunciare al tridente, piazzando Guarin alle spalle del tandem Milito-Cassano.

Questa scelta premia subito il giovane tecnico. Al 7’ minuto, infatti, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Cassano imbecca il colombiano che, complice una disattenzione degli avversari, calcia in tutta libertà e buca De Sanctis.Il precoce vantaggio, però, non demoralizza l’undici di Mazzarri che comincia a macinare azioni da goal. Al 18’ Insigne va vicino al goal con un destro a giro che sibila il palo alla sinistra di Handanovic.  Poco dopo il giovane talento partenopeo serve un pallone d’oro al Matador che, da solo d’avanti al portiere sloveno, spreca di testa. Al 38’ minuto l’Inter si presenta per la seconda volta nei pressi dell’aria del Napoli e Milito, servito al bacio da uno scatenato Guarin, dopo un non perfetto disimpegno della difesa azzurra,  non sbaglia.

Le due squadre vanno a riposo, quindi, sul 2-0. Nella ripresa Mazzarri inserisce subito l’ex Pandev al posto di un poco lucido Gamberini. Al 51’ un contropiede interista mette paura al Napoli, con Cassano che punta Maggio e di sinistro colpisce il palo esterno.  Passano 3 minuti e una grande parata di Handanovic su un tiro di Inler concede il calcio d’angolo al Napoli da cui scaturisce il goal del 2-1. Hamsik scambia con Zuniga, punta il cognato Gargano e di sinistro mette una palla che Pandev  si fa ribattere e, dopo un batti e ribatti, viene ribadita in rete dal solito Cavani. Da questo momento in poi la spinta degli azzurri sembra calare, anche a causa dell’atteggiamento molto difensivo dei ragazzi agli ordini di Stramaccioni. Mazzarri inserisce Dzemaili e Mesto al posto di Inler e di un claudicante Hamsik, ma non riesce a trovare il pareggio. Neanche all’87’, quando su punizione dalla trequarti, Insigne pesca magnificamente in area Maggio che spreca  colpendo debolmente di testa, mandando il pallone tra le braccia del portiere neroazzuro.

Questa è di fatto l’ultima azione di una partita che rilancia l’Inter al secondo posto a -4 dalla capolista Juventus, scavalcando proprio il Napoli, che lascia la Scala del calcio con l’amaro in bocca. Purtroppo è così, vince chi la butta dentro.


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