L’orto va in città, quando l’agricoltura biologica funziona

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Marialuisa Squitieri ha una laurea in storia medievale e 32 anni, di cui dieci passati insieme alla madre a coltivare la terra a Poggiomarino, ed uno a vendere frutta e verdura in via Santa Chiara, nel cuore della Napoli più antica.
La sua storia inizia quando la madre contadina scopre di essere allergica ai fitofarmaci, e Marialuisa la convince a provare i metodi di coltivazione biologici nell’appezzamento di famiglia, circa un ettaro e mezzo di terra a Poggiomarino.
Ma per ortaggi, agrumi ed erbe selvatiche cresciuti, coltivati e raccolti con metodi quanto più possibile naturali non c’è molto spazio ai mercati generali, sopratutto a causa del prezzo troppo alto dei prodotti biologici.
“Da qui la scelta di vendere direttamente ai clienti, tagliando i passaggi commerciali intermedi per arrivare al consumatore con un prezzo più competitivo”.
Dopo gli inizi ai mercati del biologico organizzati dalla Regione a Napoli, e la gavetta dei mercatini a piazza Dante e piazza Carità, nel 2011 la famiglia decide di aprire bottega ai decumani, nel centro storico napoletano. Protetta dalle alte mura di cinta di Santa Chiara, la piccola bottega ha dalla sua l’essere situata in una zona dove c’è un bel via vai di persone di ogni età ed estrazione sociale. L’azienda, “Madrenatura agricoltura biologica”, ha poi sviluppato un sito internet dove mettere in bella mostra le specialità della casa e le avvertenze per i consumatori, nonchè un profilo facebook per i contatti con i clienti e le immagini dei prodotti più disparati.
Per Marialuisa “quello biologico è un prodotto che va presentato in un certo modo, alcuni ci chiedono: da dove viene? La nostra non è una zona che tranquillizza tutti: bisogna spiegare i nostri metodi, i controlli che facciamo. Nonostante questo, un’associazione napoletana ci ha detto: non compriamo in Campania, preferiamo fornirci da fuori regione”.
Ad oggi l’azienda è in attivo, ma non quel tanto che basta per assicurare un reddito solido e stabile a dispetto dell’impegno profuso. Per la titolare, la scommessa “è coinvolgere altri fornitori di prodotti biologici. Anche se non è facile sul nostro territorio”.
Imprenditrice laureata in storia medievale, Marialuisa un pò rimpiange di non aver più molto tempo a disposizione da dedicare alla pubblicazione di testi antichi, una delle sue grandi passioni. Tanto da raccontare: “qualcuno all’università mi ha bonariamente redarguito: ma come, dopo tutti gli studi, continui a fare la contadina? Io spesso dico che anche quello che faccio è un lavoro, in un certo senso, culturale: raccontiamo prodotti che rischiano di essere dimenticati, e contribuiamo a valorizzare il nostro territorio”.