L’Assessore Taglialatela rassicura Esposito: “Smetti lo sciopero della fame”.

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Come avevamo già annunciato, l’Assessore Regionale Taglialatela ha fatto visita, con qualche ora di anticipo, al sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito per sollecitarlo ad interrompere il suo sciopero della fame e per ribadirgli il suo impegno di arrivare all’approvazione del nuovo Piano Paesaggistico. “Certamente avremo difficoltà in Consiglio Regionale da parte della minoranza – dice – anche perché si avvicinano le elezioni e molto si muove intorno all’appuntamento di febbraio con le urne, ma mi aspetto un effetto di rimbalzo da parte dei consiglieri di maggioranza per arrivare all’approvazione del piano entro fine gennaio prossimo”.

Taglialatela si è poi detto intenzionato ad adottare uno strumento dal quale la Regione ha eliminato tutte le questioni di materia strumentale per garantire a tutti i territori la stessa qualità di vita nell’SindEsposito&Taglialatela3intera regione. Per lui la legge Di Lello è una legge stupida, come tutte quelle che vietano tutto. Poi afferma: “Il sindaco fa bene a invogliare la Regione Campania ad essere più incisiva e ribadisco che sono deciso a restituire a questi territori pari dignità, con l’impegno a valorizzarli e tutelarli anche con gli strumenti dei fondi europei, perché è una battaglia di civiltà”.

Dal canto suo, Carmine Esposito ha dato atto a Caldoro e alla sua giunta di aver affrontato, dopo i lunghi ed ingiustificati ritardi, la rivisitazione della fatidica legge 21, poi si rivolge all’Assessore: “Ringrazio di cuore Taglialatela per la sua sensibilità umana, politica e di uomo di governo; per aver chiarito come sta di fatto la questione da me sollevata e prenderò in considerazione l’esortazione ad interrompere il digiuno, anche se l’elemento di novità che cercavo da parte della Regione verrà, se verrà, a lungo termine, per cui mi confronterò con i cittadini, con la Giunta e la maggioranza prima di decidere”. Anche i consiglieri, del resto, hanno consigliato al primo cittadino di trovare altre forme di protesta che non comportino per forza il digiuno.