Sul condono edilizio Graziani “chiama” Napolitano: “Intervenga sul Senato”.

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Una cosa è certa: il Senato non approva la riapertura del condono edilizio del 2003. E per l’Amministrazione anastasiana guidata da Carmine Esposito, ferreo sostenitore della lotta contro la legge 21 del 2003 che non consente ai comuni della celebre e chiacchierata Zona Rossa l’incremento edilizio, la strada si fa un tantino più dura.

Ma nessuno in Giunta comunale pare voglia demordere. E per primo, non indietreggia di un centimetro, l’Assessore all’Urbanistica Giancarlo Graziani, che chiama in causa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Si auspica, che da buon campano, il Capo dello Stato, intervenga in Senato per chiarire, una volta per tutte, una situazione che francamente, almeno ai cittadini, appare poco chiara.

L’architetto/assessore napoletano, come si sarà già intuito, richiede a chiare lettere che Napolitano riapra il dibattito sul condono 2003 e che venga evitata ogni ulteriore disparità di trattamento tra le varie regioni, che a suo avviso, è drasticamente più pesante nei confronti dei cittadini campani rei di abuso edilizio. Non risparmia critiche, Graziani: per lui, è increscioso che la Commissione Ambiente del Senato ed il suo capogruppo definiscano questa proposta come un quarto condono edilizio.

Insomma lo scenario è quanto mai aperto. Da un lato, v’è una certa “chiusura” riguardo i condoni e l’edificabilità nel vesuviano da parte del Senato e della sua Commissione Ambiente, dall’altro un’amministrazione, come quella di Sant’Anastasia, che va avanti per la sua strada, cercando di far valere la sua tesi e le sue ragioni. Della serie, I titoli di coda sono ancora lontani.


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