Liceo Rosmini: un patrimonio da non disperdere

4

Liceo Rosmini, quale futuro? In un continuo parlare di ulteriori interventi nel mondo della scuola tra proposte, decreti ritirati e solite polemiche, balza alla mente un dato di fatto, ovvero la sopravvivenza di alcuni indirizzi d’insegamento come quello classico e scientifico, oltre a scienze umane.

Parlo purtroppo di sopravvivenza perché da alcuni anni licei di provincia e non, stanno subendo una sorta di diaspora, sia per quanto riguarda il numero degli alunni, sia per il personale docente e, con la nuova razionalizzazione della rete scolastica, molti istituti hanno perso la loro identità e tradizione scolastica. Anche per il liceo nostrano quest’anno si è verificato qualche problema, come la perdita di classi e di ore di insegnamento da parte di docenti, costretti a ”dimenarsi” tra un istituto e un altro e con indirizzi diversi; il numero degli alunni iscritti è diminuito e ne hanno fatto le spese il classico e soprattutto il cosiddetto pedagogico, l’attuale scienze umane.

Che cosa succede? Questi indirizzi non ”tirano” più?Qualità dell’insegnamento non buona? Scarsa organizzazione dal punto di vista direttivo, didattico ed amministrativo? Non credo. Non voglio fare discorsi di parte e soprattutto assurgere ad avvocato difensore. In realtà bisogna cominciare a constatare alcune cose: innanzitutto le difficoltà di alcuni alunni nel raggiungere la sede, oltre a quella dei docenti stessi; molti raggiungono via Ugo De Fazio con mezzi propri o con autobus di privati e in alcuni momenti della giornata – vedi verso le otto di mattina e nelle ore di uscita – le arterie principali sono trafficate e manca un numero adeguato di polizia municipale per poter guidare, o almeno agevolare il flusso delle auto.

E’ questo un problema ”secolare” dovuto anche ad una mancata progettazione di una vera e propria cittadella scolastica, dove far costruire edifici per i vari cicli scolastici in modo tale da concentrare tutto in uno stesso luogo anche in previsione di accorpamenti ed altro. Negli ultimi anni il liceo di Palma Campania, pur avendo istituito ottimi indirizzi ha perso colpi anche per la riluttanza di famiglie palmesi ad iscrivere i propri figli alla sede locale e questo è un dato che deve far riflettere; sfiducia nei confronti del personale docente e non, critica ad un sistema di intervento educativo poco efficace e presenza di altri fattori ”fastidiosi” come una propaganda gratuita e dannosa esterna dovuta al fatto che in realtà qualcosa non è andato per il verso giusto.

Il nuovo dirigente scolastico ha recepito il problema e con certosino impegno sta cercando di dare un’impronta particolare e decisa per risolvere problemi che vanno dalla organizzazione strutturale a quella didattica ed amministrativa; già si nota una maggiore collaborazione tra personale docente e dirigenza, un lavoro d’equipe tra collaboratori, la stessa vita scolastica degli alunni all’interno disciplinata e un supporto tecnologico più efficiente. Questo non basta. Bisogna rimboccarsi le maniche e, da parte di tutti, riqualificare la vita scolastica con una partecipazione fattiva ed attiva a tutte le iniziative culturali, didattiche, funzionali. Con l’istituzione degli stessi indirizzi del liceo attuate in istituti viciniori (con una situazione trasporti e struttura migliore) si rischia di veder ridimensionato il liceo palmese sotto ogni punto di vista e ben venga la proposta di voler istituire il liceo coreutico-musicale.

Non verrà scalfita la qualità degli indirizzi né vi sarà dispersione degli stessi ma si consentirà all’utenza di scegliere ciò che e’ nel proprio intendimento da una parte valorizzando indirizzi erroneamente considerati minori e dall’altra rinforzando un discorso  culturale di cui il nostro territorio ha bisogno.