Ritrovare i propri figli periti in guerra non è più una chimera

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Si chiama Vincenzo Cauteruccio, appartiene al comune di Maierà, nel cosentino, probabilmente solo un omonimo della famiglia palmese di appartenenza, ma originaria proprio di quella zona, o forse un antenato anch’egli caduto in guerra, alla cui memoria l’associazione inricordo.eu sta tentando di restituire dignità come già avvenuto per altri giovani soldati periti durante l’ultimo conflitto mondiale.

L’associazione fondata da Giovanni De Pietro, da oltre un anno si sta prodigando per la ricerca di ciò che resta di soldati caduti nel corso della seconda guerra mondiale, al fine di restituirli al ricordo dei propri familiari. Un’impresa non semplice, ma che ora, grazie anche al contributo delle istituzioni, accortesi non senza ritardo dell’enorme valenza del gesto, può forse apparire meno complicata.

I primi successi, De Pietro li ha ottenuti in Calabria, tra Cosenza e Crotone, dove, grazie alla collaborazione di autorevoli esponenti della cultura locale, come il prof. Taliano Grasso Rocco di Capriati Marina e del dott. Pino De Lucia, presidente di Agorà Kroton e di C.R.E.A., i resti di diversi soldati calabresi sono stati portati a casa.

Palma Campania attende che anche i propri caduti possano ritrovare il suolo natio. Il comune ha già ricevuto dall’associazione tutte le indicazioni sui nominativi dei soldati, le rispettive famiglie di appartenenza e luogo in cui si trovano, assicurando il massimo impegno ai fini di un loro ritorno.

L’auspicio è che anche nella terra in cui l’associazione inricordo.eu ha visto la luce ed opera, possa plaudire commossa al ritorno di eroi silenziosi periti al servizio della patria, così come avvenuto nella vicina Calabria.


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