Europa League: perde ancora il Napoli 2

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Ancora un massiccio turnover ed ancora una pesante sconfitta. Se qualcuno si era illuso che l’umiliazione di Eindhoven fosse servita a qualcosa, deve rivedere le sue convinzioni. Walter Mazzarri va avanti per la sua strada e neanche la seconda batosta europea consecutiva sembra indurlo a riflettere sulla bontà delle proprie scelte.

Il campionato ha la priorità, d’accordo, nessuno ha mai chiesto al tecnico di anteporre l’Europa League alla possibilità di realizzare in Italia qualcosa di veramente importante, ma da qui a snobbare completamente quella che rimane pur sempre una prestigiosa vetrina ce ne corre. Se a ciò aggiungiamo che la cosiddetta “seconda squadra” di cui presidente ed allenatore hanno tanto parlato in estate è di gran lunga inferiore alle aspettative, ancora più scellerata appare la scelta di insistere su questo turnover totale.

Questa volta gli avvicendamenti sono nove, resistono rispetto allo schieramento base i soli Gamberini e Zuniga, quest’ultimo per giunta impiegato non sulla fascia, nel suo ruolo naturale, ma in mezzo al campo, stante il forfait dell’ultimo minuto di Behrami dovuto ad un leggero affaticamento muscolare.

La partita si trasforma subito in un altro incubo. Neanche il tempo di guardare negli occhi gli avversari e gli azzurri sono già sotto. Sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla destra, Fedetskiy in mischia batte un incerto Rosati. Comincia qui il nuovo dramma del Napoli, incapace di impensierire il portiere ucraino. Delude ancora una volta Vargas, non incide Insigne, e l’intero centrocampo appare in balia di quello locale.

Strinic e Seleznyov mancano il raddoppio che arriva inevitabile quasi allo scadere del primo tempo, quando Matheus approfitta di un’infelice uscita del disastroso Rosati. E dire che al Napoli va anche di lusso, in quanto all’intervallo rischiava di arrivare non solo sotto di due gol, ma anche in inferiorità numerica, causa la mancata espulsione di Fernandez, incredibilmente graziato dall’arbitro dopo una testata rifilata ad un avversario.

Nella ripresa, così come ad Eindhoven, Mazzarri si decide ad inserire qualche big. Entrano Cavani e Pandev al posto degli inguardabili Vargas e Dossena. Si comincia a vedere qualche sprazzo di gioco. Cavani centra il palo di testa su assist di Aronica, ma proprio quando si sta riaccendendo la speranza di trovare il gol che riaprirebbe il match, il Dnipro colpisce.

Il 3-0 è di Giuliano, un minuto dopo il palo centrato anche dagli ucraini con Kalinic, che dopo essersi bevuto mezza difesa, vede la sua conclusione deviata da Mesto sul montante della porta difesa da Rosati. Il Napoli è al tappeto, il solo Cavani prova a combinare qualcosa, prima impegnando severamente il portiere avversario con un imperioso stacco di testa, poi procurandosi e realizzando un calcio di rigore al 74’.

Ci si aspetta un finale veemente, una reazione di orgoglio degli azzurri, entra anche Inler al posto di Gamberini, ma non accade praticamente nulla fino al triplice fischio dell’arbitro. La qualificazione al turno successivo si fa ora più complicata.