De Blasio, tra calcio e carcere

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Non è certo un momento fortunato per il numero 7 della Juve Poggiomarino che, dopo aver fallito un calcio di rigore contro il Portici la scorsa domenica di campionato, ieri mattina si è visto tradotto in carcere, accusato di gravi reati.

L’attaccante, punta di diamante nel mercato estivo del Poggiomarino, in categoria sembrava in grado di fare la differenza, tanto da essere uno dei trascinatori del Pompei degli ultimi anni, dopo aver militato nella Turris prima e nell’Ercolano poi. A Poggiomarino aveva scelto di indossare il numero 7, ma in questo primo mese di campionato, pur avendo espresso buone prestazioni, non era ancora riuscito ad esprimersi ai livelli cui aveva abituato i suoi sostenitori.

Giuseppe De Blasio è il figlio di Francesco, sorvegliato speciale del clan Falanga, ed è stato arrestato ieri in un’operazione che ha visto finire in manette ben 36 uomini della banda del “clan dei camionisti”. Secondo gli inquirenti i De Blasio facevano parte della holding criminale di don Antonio, a Torre del Greco, azienda criminale che – oltra a curare vari interessi minori nel malaffare – è in grado di importare droga in Italia e di occuparsi della sua rivendita sul territorio.


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