Proteste contro l’interramento del “Villaggio Preistorico”

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Venuto casualmente alla luce, nel 2001, durante degli scavi finalizzati alla realizzazione di un supermercato, il “Villaggio Preistorico” di Nola è divenuto nel tempo orgoglio culturale e storico della città bruniana. Da tempo ormai, sulla struttura, contenente reperti risalenti all’età del bronzo antico, incombe la minaccia di un possibile interramento a causa dell’innalzamento della falda acquifera, che, lo scorso anno, causò il cedimento di un crostone di una capanna. I costi di una riqualificazione dell’area sono esosi e la possibilità di affrontarle sono ridottissime.

Intanto, da più versanti si sono sollevate grida di protesta contro una decisione che andrebbe a soffocare la memoria storica del territorio. Anche il primo cittadino nolano, Geremia Biancardi, si è schierato a difesa del villaggio, dichiarando addirittura la possibilità di una sua opposizione fisica, dinanzi ai cancelli della struttura, nel momento in cui si dovesse procedere ad un’eventuale interramento.

L’innalzamento della falda è un evento raro e che, secondo alcuni studi e rilievi sul posto, potrebbe essere contrastato con l’utilizzo di tramezzi di cemento. L’argomento, quindi, resta caldo e continuo oggetto di discussione. La speranza dei cittadini nolani e dell’amministrazione è quella di riuscire a trovare a breve una soluzione che risolvi il problema, preservando un patrimonio di gran valore, e che sia soprattutto sostenibile in termini di spesa.


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